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LA TUTELA PENALE DEGLI OGGETTI DI DESIGN

Con il presente tema prosegue la serie di aggiornamenti normativi e giurisprudenziali relativi ad argomenti che si auspicano essere utili ai soci ADI Toscana nello svolgimento della propria professione. Restiamo in attesa di Vostri suggerimenti su eventuali temi da trattare.


Si segnala un'importante pronuncia della Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 6254 del 21 febbraio 2011 ha stabilito che l'art. 517 c.p. (vendita di prodotti industriali con segni mendaci) si applica anche agli oggetti di design. Alla luce di quanto statuito, per la configurabilità del reato non sono necessari la preventiva registrazione o il riconoscimento di un marchio né, tantomeno, la sua effettiva contraffazione o la concreta induzione in errore dell'acquirente sul prodotto acquistato, essendo sufficiente la mera attitudine dell'oggetto realizzato a trarre in inganno il consumatore sulle caratteristiche essenziali del prodotto.

Il bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice non è da individuare nell'interesse dei consumatori o quello degli altri produttori, ma quello generale attinente all'ordine economico, tanto che la messa in vendita o in circolazione di prodotti con segni mendaci determina, di per sé, una lesione effettiva e non meramente potenziale della lealtà degli scambi commerciali.

La Suprema Corte ha espressamente affermato che certamente il reato in questione può configurarsi anche con riferimento ai prodotti individuabili in «oggetti di design». E' noto, infatti, che con tale denominazione sono comunemente individuati manufatti, prodotti anche in serie, il cui elemento caratterizzante si può dire individuato, principalmente, nel particolare profilo estetico, nelle singolari caratteristiche funzionali o di progettazione ovvero dalle particolari metodologie di lavorazione e produzione applicate.

La Corte di Cassazione in particolare ha affermato il principio secondo il quale gli oggetti di design, la cui produzione si contraddistingue per la stretta correlazione tra aspetti prettamente industriali e sensibilità artistica dell'autore che ne determinano la originalità e la riconoscibilità da parte dei consumatori, ancorché interessati ad uno specifico ambito commerciale, traggono da tale peculiarità il loro segno distintivo che ne consente l'esatta individuazione e, conseguentemente, garantisce la loro originalità e la provenienza da un determinato produttore.

E' interessante evidenziare che la Corte di Cassazione pone particolare attenzione e rilievo, per concedere la tutela penale, alla presenza dagli specifici elementi distintivi, non solo stilistici, quali la numerazione del singolo manufatto prodotto in serie limitata.


Questo breve contributo sulla tutela penale degli oggetti di design si conclude con l'invito a volerci contattare, per qualsiasi chiarimento o per proporre argomenti che i soci ADI Toscana ritengano essere particolarmente interessanti, all'indirizzo parerelegale@aditoscana.it


Avv. Caterina Origlia
Avv. Jacopo Piccioli


 
     

 
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