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  18/04/2013
Visti da ADI Toscana: i Saloni
 3 testimonianze






Tra gli eventi fieristici dedicati al sistema design, i Saloni, i Fuori salone e il Salone Satellite sono probabilmente i più «mediaticamente» condivisi, valutati e riportati. Eppure, vuoi per le dimensioni degli eventi – forse fin troppo vasti e/o spazialmente diffusi –, vuoi perché buona parte dei resoconti pubblicati appaiono a molti addetti ai lavori palesemente «parziali» e businesslike, non sono poche le voci che, proprio nei riguardi della «resa» mediatica complessiva del Milan Design Week, manifestano la propria insoddisfazione. Una serpeggiante omologazione dei contenuti – quando non addirittura la mistificazione dei dati reali – tende a falsare il reale peso specifico dell'innovazione (tecnologica, formale, di processo, di prodotto, ecc.) attribuibile alle nuove proposte e il loro prevedibile feedback economico per il settore nel suo complesso. Per tale duplice ragione abbiamo pensato di offrire un'opportunità web dedicata ai contributi sul tema che siano anche percepibili come immediati e «onesti». Aprendo, in primo luogo ai soci ADI Toscana, una pagina focalizzata su narrazioni «alternative» di quanto è accaduto nella settimana che ha visto – più o meno – presente la Toscana a Milano. Buona lettura

Trovo veramente difficile individuare un «pre» e un «post» Salone. Penso piuttosto a «continue criticità» dove eventi, positivi e negativi, propongono ibridazioni inaspettate facendomi vivere rinnovati interessi verso il «progetto». In questo processo si sommano certezze che svaniscono e nuove considerazioni che si propongono, così che «disordinata-mente» cercherò di elencare partendo da i Saloni:

Le impressioni
L'impressione prima è stata come se fosse passato un giorno e non un anno dal Salone 2012. Quasi tutto era come un anno fa. Quasi ma non tutto.
Parlando con colleghi e addetti ai lavori, la domanda più frequente è stata: ma tutto quello che qui è così «luccicante», è luce vera o è come la luce di alcune stelle che, ormai spente, continuano a illuderci della loro presenza?
Voci e non solo, parlano di grossi ed importanti Marchi in grande difficoltà se non in cerca di nuovi acquirenti. Aziende che ricorrono a «concordati» mettendo in grande difficoltà interi indotti e sistemi produttivi, minando seriamente la nostre capacità del «saper fare». Luccicante è sempre però «l'immagine», il segmento dove le industrie del così detto «design oriented» hanno investito maggiormente, generando più «apparenza» che «sostanza», mentre gli sforzi per nuove tecnologie sono stati demandati ai vari «terzisti».

Le riedizioni
Il successo delle Riedizioni sta a significare l'evidente desiderio di possedere arredi «storicizzati». In questo ambito non c'è nessuna differenza tra quelli proposti da Annibale Colombo e aziende similari rispetto a quelli proposti da Cassina. Le tecnologie a disposizione rendono eseguibili sia gli uni che gli altri, anzi, in quelli di Colombo trovo molto interessante il recupero di finiture prettamente artigianali che consentono di mantenere ed incrementare nostre specifiche ed uniche manualità, mentre le riedizioni di Cassina possono essere realizzate ovunque. Si, è vero che queste appartengono alla storia del Design, ma è mia impressione che dobbiamo uscire da certi linguaggi, non considerare il Design come Stile ma avere il coraggio di rivisitare la storia del progetto.

Consumare meno e consumare meglio
Penso alla casa come il luogo dove prendono corpo oggetti e arredi da usare, realizzati con materiali che si possono e si devono consumare, invecchiare, eventualmente riparare.
Arredi durevoli, non soggetti alle mode, da usare senza paura di «sciuparli», da tramandare: nelle nostre case ci sono arredi di famiglia che testimoniano la continuità.
Nella mia piccola casa di campagna mi sono fatto costruire dal «falegname» del posto un divano, un tavolo e dei comodini in legno naturale dal design semplice e pulito. E’ un piacere «annusare» il loro odore, vedere che se si «sbertucciano» non succede niente, anzi diventano dei ricordi.
Al contrario gli arredi costruiti con pannelli di «agglomerati lignei», il truciolare insomma, con laccature destinate ad un precoce invecchiamento, fanno bella mostra di sé vicino ai cassonetti della nettezza urbana.

La filiera corta del design e la classe media
I nuovi strumenti di produzione, di comunicazione e di vendita ci devono far riflettere in merito alla progettazione degli arredi, in modo tale che anche la classe media possa diventare, o ritornare ad essere!, il nuovo utente di riferimento.
Euroluce 2013
L'apparecchio illuminante più venduto al mondo è, ancora, italiano. Euroluce è una riflessione sulla produzione contemporanea di luci, l'occasione per valutare le strategie e le iniziative delle piccole e medie aziende del settore. Una bella cartolina dell'economia italiana immobilizzata dalla crisi economica.
La fiera del 2013 è stata «segnata» dall'assenza di alcuni grandi produttori, di appartenenza tecnica, sia italiani, sia europei. Ciò ha impoverito la mostra togliendo proposte qualificate, è stata meno attraente per i visitatori. I padiglioni si sono ristretti a quattro. Le aziende (marchi) di stile più contemporaneo sono stati posizionati vicino alla dorsale di scorrimento (Corso Italia Ovest), inoltrandosi verso l'esterno, però, comparivano subito arabeschi di cristalli sfaccettati con sorgenti luminose poco nascoste, abbaglianti. Un «paradiso alieno» che si offre ai mercati emergenti e incalza il prodotto contemporaneo accerchiandolo. I nostri beniamini del design della luce come i soldati del Deserto dei Tartari nella fortezza di Bastiani.

Un invito ai produttori che hanno a cuore e operano nell'illuminazione contemporanea, a chi ha «speso» la vita in azienda ed ha contribuito a rendere grande il settore e il made in Italy: oggi si tratta di guardare gli affari da un punto di vista alto e consapevole delle difficoltà. Smettere di copiarsi, per esempio, tanto c'è chi lo fa meglio fuori dal nostro paese.
A proposito di concorrenza, non proprio leale, si deve considerare che una gara ai costi più bassi è perduta in partenza. Le innovazioni formale e tecnologica saranno vie obbligate.

Alla fiera c'è stata l'assoluta predominanza dei visitatori stranieri, dall'Europa e da ogni parte del mondo. Il pubblico italiano si è, in gran parte, ridotto a operatori depressi dalla scarsità di vendite e di mancanza di clientela, per di più fiaccati dalle insolvenze private e pubbliche. I Saloni ed Euroluce sono ancora un grande e qualificato riferimento universale. Se possiamo lanciare un suggerimento agli organizzatori: abbassare i costi di partecipazione per agevolare l'ingresso delle piccole aziende e arginare la rinuncia alla partecipazione. Tutto è troppo caro! Dalla superficie espositiva al biglietto d'ingresso, dal guardaroba al cibo. Le tariffe sembrano calibrate per una realtà produttiva che non esiste più. Se si aggiunge il rincaro degli alberghi nella settimana della Fiera, si capisce come la rinuncia e la ricerca di alternative vengano valutate come interessanti.

Alle aziende italiane si riconosce ancora l'abilità nel costruire apparecchi affidabili e durevoli. Non può, però, essere questo il plus da mostrare in una Fiera internazionale del design. Come la nuova versione di apparecchi, già in catalogo, realizzati con una nuova sorgente (LED) non costituisce motivo di attrazione, potrebbe essere presentata solo con una scheda tecnica. Anche i tentativi di proporre apparecchi da parete a luce indiretta con sorgente LED sono risultati poco efficaci, la nuova sorgente deve ancora essere studiata nelle sue potenzialità.
Poca originalità anche nelle proposte delle vetrerie storiche. Peccato.
Insomma, abbandonare queste strade non farà che bene al mondo della luce. Inseguire i successi degli altri, ormai è assodato, porta solo cattivi affari e un impoverimento della proposta.

Il grande cambiamento di Fontana Arte è da apprezzare; azienda nuova, prodotti nuovi. Con l'augurio che l'obiettivo sia rinnovare un marchio nobile e non rincorrere spazi commerciali di altri competitors. Foscarini, protagonista dell'ultimo decennio, si presenta in veste più elegante e rafforza la posizione con ottime proposte. Anche Luceplan sembra acquisire la propria personalità originaria.
Le Archistar presenti sono apparse «titubanti» nel mondo della luce, con prodotti interessanti, ma non mirabili.

Se si fa eccezione per il contenitore delle opere di Fuksas per Zonca, neanche gli allestimenti degli stand hanno brillato per originalità.
C'è un mondo di creativi, architetti, designer preparati e motivati, con tanto tempo libero. Le contrattazioni sono aperte, si ottengono condizioni favorevoli. Imprenditori perché non li fate lavorare?
i Saloni 2013
È difficile districarsi fra le varie proposte e la dimensione del Salone di Milano.
Come ormai avviene da vari anni, la produzione di mobili italiani di «design» si sta uniformando. In particolare (con poche eccezioni) i mobili imbottiti, a mio avviso, si sono fermati allo stile razionale, con un prevalente atteggiamento riferibile agli anni '70.

Tutti ormai producono divani e poltrone, anche i produttori storici di solo mobili, oggi producono anche imbottiti, aumentando così la standardizzazione dei prodotti.
Questo atteggiamento da parte delle aziende, penso sia prevalentemente legato al mantenimento dei fatturati, trascurando la creatività e la ricerca.

Se qualcosa devo dire e che ho notato è un ritorno al legno naturale con finiture classiche ma anche nuove. Poltrone, sedie, sgabelli, tavoli ecc. sono prodotte in parte o in tutto, con l'utilizzo del legno a vista sia di massello, sia multistrato che placcato.

Euroluce 2013
Per vedere un po' di novità bisognava visitare Euroluce, dove con le nuove tecnologie LED e le nuovissime OLED i designer si sono impegnati nella ricerca tecnica e formale creando nuovi e affascinanti prodotti illuminanti.
Finalmente ho rivisto lampade che illuminano con innovative proposte illuminotecniche, che rendono gli ambienti più armoniosi e accoglienti.




NB: La presente pagina è, al momento, da considerarsi in progress, ovvero sarà suscettibile di ulteriori aggiornamenti in funzione delle testimonianze che perverranno nei prossimi giorni a: info@aditoscana.it.








 
     

 
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